Borsalino

Sebbene sia maggiormente conosciuta dagli appassionati dei cappelli, Borsalino rappresenta parte della storia dell’abbigliamento italiano e una delle eccellenze del presente. Si tratta di una azienda di abbigliamento di Alessandria, che per prima ha inventato e lanciato il cosiddetto “borsalino”, ovvero il cappello in feltro. I suoi cappelli sono stati apprezzati in tutto il mondo e per questo ha aperto filiali anche a New York e Tokyo.

La storia e il declino di Borsalino

La storia di Borsalino inizia nel lontano 1857, l’anno in cui i fratelli Giueppe e Lazzaro Borsalino fondarono l’azienda, poi divenuta società per azioni. La sua produzione raggiunse i 2 milioni cappelli annui, per i quali vi era il fabbisogno di oltre 2500 dipendenti prima della Prima Guerra Mondiale.

In quegli anni il cappello rappresentava un accessorio a dir poco immancabile e anche quando non utilizzato era difficile che non se ne disponesse di almeno uno. Oltre che il mercato italiano, Borsalino conquistò anche altri mercati tra cui quello britannico con la produzione delle bombette. Borsalino entrò anche in territorio americano andando a competere con la John B. Stetson per i copricapi in voga negli Stati Uniti, sempre all’inizio del secolo scorso.

Borsalino, specializzata in cappelli, non ha mai ampliato abbastanza la sua offerta, perciò è rimasta legata al mercato di questo accessorio. Come ben si sa, il cappello “classico” è andato praticamente fuori moda già dagli anni ’60, perciò Borsalino cerca di resistere fin che può, proponendo i suoi ottimi prodotti e il suo design agli amanti del genere e a chi ne compra almeno uno da usare in qualche rara occasione.

La storia di Borsalino è anche una storia di interesse e cura per la società. Per la città di Alessandria contribuì alla realizzazione dell’acquedotto e della rete fognaria, dell’ospedale civile, della casa di riposo e del sanatorio.